Mal di schiena e colite sono due facce della stessa medaglia: la chiave per risolvere il mal di schiena lo trovate nel vostro intestino,
dice l’esperta Dr.ssa Cimpeanu

Anche se di primo acchito sembrerebbero due disturbi affatto collegati. In realtà, potremmo definirli uno il riflesso dell’altro, perché l’infiammazione delle mucose del colon, tipica di chi soffra di sindrome dell’intestino irritabile (o colite), si manifesta con spasmi e dolori addominali che si irradiano verso la zona lombare.

 

 

 È davvero così?

Ce ne parla la Dr.ssa Daniela Cimpeanu, esperta in benessere e prevenzione dei disturbi gastrointestinali, Doctor of science in Naturopathy Major Dietology e Nutrizione.

 

Qual è il legame tra dolore lombare e problemi intestinali?

Le persone vengono spesso a lamentarsi di dolori alla schiena. Molto spesso sono stati già trattati più volte da un chiropratico o da un fisioterapista ma riferiscono che entro un giorno o due il loro dolore ritorna.

 

Perché il loro dolore non sta andando via?

La risposta potrebbe risiedere nel collegamento tra il loro sistema digestivo e quello nervoso.

Ecco il perché: i nervi del midollo spinale si collegano a muscoli ed organi con la stessa innervazione.

Quegli stessi nervi cioè che innervano specifici organi nel nostro intestino innervano anche i muscoli bassi della schiena ed il dolore riferito è proprio nel tratto lombare basso.

 

Quindi quando non c’è un problema strutturale diagnosticato dal medico, come l’artrite grave, una malattia degenerativa delle articolazioni, o un importante problema discale, spesso la lombalgia può venire dallo “stress digestivo”.

 

Cattiva digestione, stitichezza, diarrea o colon irritabile sono pertanto spesso causa di mal di schiena.

Quando ci sono tensioni e stress in uno degli organi digestivi, quell’organo invierà un messaggio al midollo spinale attraverso lo stesso nervo che va ad un corrispondente muscolo.

Di conseguenza, il muscolo corrispondente diventerà teso, contratto e doloroso.

 

 

Quindi, quel mal di schiena che sembra spezzare i reni, non è dovuto ad un trauma, e neppure ad un difetto di postura o alla classica ernia del disco, (sebbene queste cause comuni di lombalgia possano sovrapporsi al dolore da colite), ma solo a quel colon così… irritabile.

 

Ragion per cui per alleviare questa sindrome dolorosa dovremmo poter risalire alla causa scatenante, dato che non si tratta di un mal di schiena primario. La colite, o sindrome dell’intestino irritabile, è considerata la più benigna tra le malattie infiammatorie dell’intestino, ma non per questo i suoi sintomi sono meno fastidiosi. Ecco i principali (ad esclusione del mal di schiena che è l’argomento di questo articolo): gonfiore addominale, meteorismo, dolori addominali, evacuazioni dolorose, episodi di diarrea alternati a stitichezza, feci caprine (a “palline”), talvolta striate di muco, feci collose e prive di forma, disbiosi fermentativa – putrefattiva, alitosi, feci maleodoranti, candida intestinale.

 

Questi disturbi intestinali possono essere provocati da un’intolleranza alimentare o al glutine, magari insorta all’improvviso, da stress (l’ansia è tra le cause prsicosomatiche più comuni della colite), da una cattiva alimentazione associata ad insufficiente attività fisica, da farmaci e cure antibiotiche prolungate.

Tutti questi fattori possono indurre una infiammazione dolorosa della mucosa del colon che, a sua volta, riduce le capacità di assobimento dei villi intestinali (con problemi di carenze nutrizionali da malassorbimento che acuiscono il problema).

 

In che modo possiamo intervenire con la medicina naturale ?

Per trattare questi disturbi del colon e azzerare i sintomi la cosa migliore sarebbe poter agire direttamente sullla causa scatenante  e spegnerla. Talvolta questo è possibile, valutando il quadro complessivo, dalla persona e dalla situazione del momento. Il trattamento segue il decorso dei disturbi: il principale intervento consiste nell’eliminazione della disbiosi intestinale fermentativa – putrefattiva mediante la pulizia intestinale necessaria per eliminare le incrostazioni fecali intestinali e la flora batterica patogena. Contestualmente, avviene la valutazione dei cibi intolleranti che favoriscono l’infiammazione della mucosa intestinale, per poi proseguire con il ripristino del ph e della flora batterica amica. Particolarmente utile è la disintossicazione e l’eliminazione delle tossine: per mantenere sangue e linfa puliti, il corpo è dotato di organi definiti “emuntori“ – intestino, fegato, reni – che hanno il compito di espellere le scorie.

 

Ma a volte l’organismo non riesce a smaltire un eccessivo accumulo di tossine e si verifica una condizione di intossicazione che compromette la salute e il benessere psicofisico, rendendo più vulnerabili a malattie e disturbi. Risulta quindi essenziale, per aiutare l’organismo a liberarsi dalle sostanze nocive, intervenire con la fitoterapia, che svolge un ruolo importantissimo nel coadiuvare l’azione medica e le fisiologiche funzioni degli organi emuntori. Inoltre, è molto importante seguire un’alimentazione adeguata.

 

 

È consigliabile anche se non si è allergici, ridurre per un po’ il consumo di latticini (ad eccezione dello yogurt), di zuccheri raffinati e prodotti lievitati da forno, di fritti e arrosti o brasati a lunga cottura, di gomme da masticare, caramelle, bevande alcoliche e bibite dolcificate e colorate. Bisogna scegliere cibi naturalmente sfiammanti come le patate (lesse), il riso, le verdure cotte (ottime carote, finocchi e zucchine), la frutta non acida (mele, pere, banane, cachi, anguria), carne e pesce magri cotti in modo leggero.

 

A questo cambio di alimentazione possiamo associare la buona abitudine di assumere tisane digestive con proprietà carminative (anti gas) come la liquirizia, lo zenzero, il finocchio, l’anice stellato, e rilassanti (sulla muscolatura ddominale)  come la camomilla, il tiglio e la melissa. La colite si combatte anche con l’attività fisica (moderata), che stimola l’attività intestinale e il metabolismo.

 

Una regola da tenere sempre presente?

Se l’intestino funziona male crea un disequilibrio che colpisce tutti i settori del nostro corpo. Per questo è fondamentale saperlo “ascoltare” e non sottovalutare i segnali che ci manda.

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